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Cenni Storici

Ostello

Breve storia della villa


All'ingresso della valletta di San Giovanni ed alle pendici del colle di S. Pietro, la villa ha una sua storia documentata che risale almeno al Cinquecento, quando il celebre naturalista bolognese Ulisse Aldrovandi (in visita a Verona nel 1544) testimonia di aver qui veduto un "raro giardino" posseduto, accanto alla villa, dal nobiluomo veronese Gentile Della Torre.
La casa era stata del resto riprodotta in quegli anni anche in un affresco che Nicolò Giolfino dipinse nella cappella di S. Francesco, nella chiesa cittadina di S. Bernardino, nella veduta del colle di S. Pietro. Il complesso, parzialmente celato da alberi, che fa da sfondo al dipinto, mostra parte del suo prospetto concluso da un timpano merlato, alla maniera delle ville che già nel Quattrocento punteggiavano il territorio veneto.
Villa, giardino e parco passarono poi agli Algarotti, agli Zenobio, agli Odoli, ai Dal Bovo, ai Palazzoli ed ai Francescatti; il complesso sarà anche più volte rifatto, ma l'importanza del giardino e del parco non verrà mai meno, fin quasi ai giorni nostri.

Il giardino di Villa Francescatti fu dunque, nei secoli scorsi, uno dei giardini più belli tra quanti arricchirono la città di Verona. Anch'esso, come altri, era sistemato su terrazzamenti disposti sul colle, a fianco del Teatro Romano, lato San Giovanni in Valle, dotato di serre che accoglievano essenze anche rare, perché il parco e le serre, ora scomparse, erano stati già nel Cinquecento organizzati su terrazze che preesistevano e che potrebbero essere di origine romana. Siamo di fronte a sistemazioni panoramiche pensate per il colle di San Pietro già ai tempi della costruzione del Teatro Romano. In età romana, infatti, il colle era stato plasmato in maniera da costituire una organica cornice al teatro, inserito ai suoi piedi; così ad una quota di m. 27 sopra il piano dell'orchestra, oltre il coronamento della seconda galleria con cui terminava il teatro, fu intagliata nel colle una lunga e spaziosa terrazza, che in parte fu sostenuta da costruzioni in muratura. Mentre la terrazza sopra il Teatro Romano è ancora occupata dal Museo archeologico annesso al Teatro Romano, quella orientale appartiene al complesso di Villa Francescatti. Entrambe ebbero una sistemazione nel secolo decimoquinto e la sistemazione aveva veduto la realizzazione sull'estremo lembo orientale di due Belvederi, di cui uno appartiene ancor oggi alla Villa.

Circa le grotte scavate nel colle va detto che si tratta di ninfei, come quelli che esistono pure nell'ambito dei chiostri di S. Gerolamo al Teatro Romano, ma anche di abitazioni preistoriche o altomedioevali.

Tornando alla Villa, va aggiunto che, scomparsi da alcuni decenni gli ultimi proprietari del complesso, la sua decadenza fu inarrestabile, tanto da risultare, fino a non molti anni fa, quasi un'inabitabile stamberga.
Nel 1978 iniziò per la villa l'epoca del suo riscatto dall'abbandono pluridecennale nel quale era stata lasciata, con parte del tetto crollato, con gli infissi semidistrutti, con parco e giardino inselvatichiti.
I lavori hanno ridato alla villa l'aspetto dei suoi giorni migliori, restituendole anche quell'elemento di notevole interesse che è il grande parco.
Villa Francescatti, dopo il suo restauro e la destinazione ad Ostello della gioventù, ha assunto importanza crescente sia per il turismo giovanile, sia per la città di Verona, che ha trovato nella Villa stessa la valorizzazione urbanistica di una zona particolarmente centrale ed un servizio efficace alle correnti giovanili che la raggiungono.

(Dal Notiziario della Banca Popolare di Verona)


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